Incontri
"MUSIC AS A VEHICLE - Listening Party"

🎧 LISTENING PARTY: MUSIC AS A VEHICLE 🎧

Tre incontri per esplorare la musica contemporanea come strumento di riflessione sul corpo, l’ascolto e le relazioni metafisiche tra performer e dispositivi sonori.

Guidati dalla research artist Alessia Certo, attraverso dialoghi e attività di gruppo, si rifletterà sul complesso rapporto interazionale tra artista sonoro e dispositivo musicale.

Sono previsti tre episodi:

🔹 Ep.1: Caterina Barbieri – Spirit Exit  📆 ven 20/11 🕑20:45

La co-creazione oltre-umana tra artista e sintetizzatore modulare, visto come un organismo vivente con cui negoziare e dialogare.

🔹 Episodio 2: Alessandro Cortini – Movimento 📆 ven 04/12  🕑20:45

L’instabilità dei circuiti analogici che si fa specchio della memoria, della nostalgia e della fragilità umana.

🔹 Episodio 3: Abdullah Miniawy – Peacock Dreams 📆 TBA  🕑20:45

La voce come veicolo di presenza, poesia Sufi ed urgenza politica, esistenziale e spirituale.

 

🌍 Presso MASTRONAUTA, Vicolo Strona 8, OMEGNA

🪙Ingresso  a offerta libera con tessera Mastronauta.

 

👉Ecco maggiori dettagli:

MUSIC AS A VEHICLE La musica può essere un veicolo.  Cosa significa? Attraverso un’analisi guidata e partecipativa, che si dispiegherà in tre appuntamenti dedicati all’ascolto di musica contemporanea, si porrà l’attenzione sulla musica come veicolo di riflessione metafisica e di affermazione antropologica di presenza nel mondo.

L’analisi non sarà frontale, ma dialogica e partecipativa, e includerà attività svolte in piccoli gruppi e confronti tra partecipanti guidati dalla research artist Alessia Certo.

Focus tematico degli appuntamenti sonori sarà la relazione che si sviluppa tra l’artista sonoro e il dispositivo musicale. Per esempio tra musicista e sintetizzatore si crea una interazione profondamente diversa da quella con uno strumento classico (come un violino o un pianoforte).

Lo strumento classico impone una relazione fisica con la materia, mentre il sintetizzatore instaura un dialogo intellettuale e generativo con la macchina e la sua indecidibilità logica.

Il musicista diventa co-progettista dello strumento. Attraverso la sintesi (manopole, cavi di patch, oscillatori), il musicista modella l’architettura stessa del suono prima ancora di suonare una nota. Specialmente nei sistemi modulari o analogici, la macchina possiede una propria “volontà”. Fattori come il surriscaldamento dei circuiti, la casualità dei generatori di rumore o le modulazioni LFO creano una relazione simbiotica non del tutto controllabile. Il musicista spesso non esegue uno spartito, ma guida un flusso elettrico, reagendo agli stimoli imprevisti che la macchina gli restituisce.

Il primo episodio del Listening party sarà dedicato all’analisi e all’ascolto dell’album Spirit Exit (2022) di Caterina Barbieri. Per Caterina Barbieri, il sintetizzatore modulare non è un semplice strumento, ma un organismo vivente non umano con cui co-creare. Barbieri descrive il suo lavoro come un processo di negoziazione e retroazione in tempo reale; imposta delle regole geometriche e matematiche rigide (pattern complessi, poliritmie) e poi lascia che la macchina generi cascate sonore impreviste.

Il secondo episodio sarà dedicato a Movimento (2020) di Alessandro Cortini che usa le macchine per tradurre l’imperfezione, la nostalgia e la fragilità emotiva umana. Per lui, i sintetizzatori (in particolare i sistemi analogici Buchla o lo strumento Strega, da lui stesso co-progettato) sono specchi della memoria; si crea una relazione metaforica tra memoria e macchina. La sua relazione con lo strumento si basa sul catturare il momento in cui il circuito elettrico devia, si surriscalda o “sbaglia”. Quell’instabilità analogica viene da lui equiparata alla fallibilità dei ricordi umani.

Il terzo episodio sarà dedicato all’album Peacock Dreams (2025) di Abdullah Miniawy. In questo caso è la voce il veicolo che diventa embodiment di un’identità e di una presenza politica. Nelle sue performance, che fondono poesia Sufi, spoken word e maqam arabo, la voce porta con sé il peso della carne, della memoria e della storia. Miniawy ha cantato durante la rivoluzione egiziana del 2011 in Piazza Tahrir: in quel contesto, la voce non è diventata un pattern astratto, ma un vettore di urgenza esistenziale, spirituale e politica.

Attraverso la lettura della reserch artist Alessia Certo verrà posto il focus critico filosofico sulla considerazione della musica contemporanea come veicolo autopoietico e autoriflessivo fondamentale per la sopravvivenza della specie umana.

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BIO ARTISTI

Caterina Barbieri (1990) è una compositrice e musicista elettronica italiana di fama internazionale, nota per le sue ipnotiche trame sonore create con sintetizzatori modulari. Diplomata in chitarra classica ed elettroacustica al Conservatorio di Bologna, unisce minimalismo, tecniche generative ed effetti psicoacustici. Ha pubblicato album acclamati dalla critica come Ecstatic Computation e Spirit Exit sotto la sua etichetta light-years. Attualmente vive a Berlino e ricopre il prestigioso ruolo di Direttrice Artistica del Settore Musica della Biennale di Venezia (2025-2026).

 

Alessandro Cortini (1976) è un polistrumentista e compositore italiano, tra i massimi esponenti mondiali della musica elettronica e della sintesi analogica. È celebre soprattutto per il suo ruolo di tastierista nei Nine Inch Nails, con cui è stato inserito nella Rock and Roll Hall of Fame nel 2020. Parallelamente sviluppa una prolifica carriera solista, pubblicando acclamati album ambient e sperimentali per etichette prestigiose come Mute Records. Vanta collaborazioni con grandi artisti (tra cui Muse e Daniel Avery) e ha persino co-progettato il rinomato sintetizzatore Strega.

Abdullah Miniawy (1994) è un artista espressionista, poeta, cantante, compositore e attore egiziano, oggi basato a Parigi. Salito alla ribalta internazionale per aver cantato nelle piazze del Cairo durante la rivoluzione del 2011, fonde la poesia sufi e la slam poetry con il jazz, l’elettronica d’avanguardia e il rock psichedelico. Ha calcato palcoscenici prestigiosi come il Louvre, il Festival d’Avignone e la Biennale di Venezia, vincendo il premio francese Victoires du Jazz nel 2023 con il progetto Le Cri du Caire. Biennale di Venezia, vincendo il premio francese Victoires du Jazz nel 2023 con il progetto Le Cri du Caire.

 

BIO ALESSIA CERTO

Alessia Certo (1985) è una research artist che utilizza le pratiche performative, visive e filosofiche come veicolo epistemico per indagare il funzionamento e l’allenamento delle funzioni esecutive. Il suo lavoro, è stato esposto in varie realtà museali, culturali e centri sociali italiani ed esteri e incrocia interessi in psicologia cognitiva e filosofia analitica con finalità in ambito di sociologia pubblica e scienza partecipata. Ha studiato Arti Visive e Discipline Performative presso Accademia di Belle Arti di Genova e Filosofia analitica con indirizzo epistemologico cognitivo presso Università di Genova. Dal 2022 lavora con il Progetto di ricerca Palestra Sociale presso Mastronauta. Fa parte del collettivo Didymos con Giulia Vannucci.

 

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